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sabato 25 gennaio 2014

RICONOSCIMENTO DI PATERNITA' E TEST DEL DNA. UNA LETTRICE: "ALL'AQUILA IL MEDICO DEL TEST PRETENDE TRE VOLTE LA CIFRA CHE SI PAGA A ROMA"

È mai possibile che in questa città si credono tutti svelti???? Il tribunale dei minori di L'Aquila ha richiesto un esame del DNA per un riconoscimento di paternità (poichéquesto papà che si ritiene tanto potente nella politica Regionale, non è ancora convinto sulla legittimità del figlio, che tral'altro gli somiglia in maniera spudorata). L'esame è stato regolarmente svolto presso l'ospedale San Salvatore dal medico nominato dal giudice a novembre dietro pagamento di una cifra a dir poco stratosferica per il tipo di esame... questa mattina ricevo una telefonata dal medico
che ha eseguito il test dicendomi che gli risulta la mia quota parte e quindi il caro paparino non si è preoccupato di versare la sua quota (....con lo stipendio che percepisce....) e in più mi dice pure che per gli esami che ha fatto i soldi pattuiti non sono sufficienti e ne vuole altri... INCREDIBILE!!!! 

All'artemisia a Roma mi avevano chiesto 500 euro e risposta entro 15 giorni. A L'Aquila quasi tre volte tanto e ancora non bastano????? VERGOGNA!!!

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