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lunedì 23 settembre 2013

"DA RAGAZZINI GIOCAVAMO SOTTO AL MURO DOVE I NOVE MARTIRI FURONO FUCILATI"

di FRANCO MARULLI
I nove ragazzi fucilati
L’AQUILA-Leggevo ieri l'articolo di Walter Cavalieri riguardante il tragico episodio della fucilazione dei Nove Martiri Aquilani soffermandomi sulla “congiura del silenzio” che alimentò l'evento. Infatti non solo fu attuato controavvenne la città e la cittadinanza ma anche nella stessa caserma Pasquali dove avvenne la fucilazione.
                 
Noi giovinetti che abbiamo vissuto per venti anni, dal 1955 al 1975, nella Caserma non abbiamo mai saputo che nella stessa erano stati trucidati, dalle milizie tedesche, quei 9 giovani ragazzi. Abitavano nella caserma Pasquali perché figli di ufficiali o sottufficiali appartenenti al 13°Reggimento Artiglieria da Campagna”Granatieri di Sardegna”in camerate adibite ad abitazioni e nessuno ne i nostri padri né in nessuna Omelia celebrata dal Cappellano Militare veniva ricordato il sacrificio di questi Martiri.

E mai nessuna autorità civile è venuta a commemorare il tragico evento anche perché non esisteva neanche una  lapide a ricordo. L'unico ricordo di noi ragazzini erano quei grossi fori che si vedevano dentro il muro di cinta della caserma, ma pensavamo che si trattasse di qualche esercitazione di tiro fatta dai militari.

E noi giocavamo proprio sotto quel muro, a fare i soldatini, ignari che lì, era stato perpetrato una degli eccidi più atroci della storia. Forse all'inizio si inscenò questa farsa per evitare rappresaglie della cittadinanza, ma perché si è continuato anche per anni e anni dopo? E una domanda che mi pongo a 70 anni dall'evento e chi sa se la società civile darà mai una risposta a questa ignobile bugia?




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