L'AQUILA-All’indomani
dell’apertura della procedura dei licenziamenti abbiamo assistito, dice l’Ugl, alle più stravaganti ed infondate
giustificazioni date sia dal Sindaco che
dal Presidente della Afm spa. Cialente,
nell’intento di minimizzare e rassicurare, ha affermato su face book che i dipendenti
sono stati “posti in mobilità solo per
motivi normativi e che nessun posto
verrà perso”. Dichiarazioni analoghe
sono state fatte dal Presidente Masciocchi che, addirittura, parla di “un atto che garantisce un percorso più elastico per ricollocare i cinque interessati presso altre
aziende partecipate”.
Le
affermazioni dei due cozzano clamorosamente, però, con la Legge 223 del 1991
che prevede al termine dell’iter procedurale il licenziamento dei cinque
lavoratori.
E’ bene ricordare a Cialente e Masciocchi che
il passaggio di personale da un’azienda partecipata ad un’altra è già avvenuto
di recente varie volte ( AMA, Gran Sasso
Acqua, ASM) e non si è mai parlato di
licenziamento bensì si è proceduto con trasferimenti o distacchi.
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