di MARIA TROZZI
Quello della scorsa fine settimana, nel santuario alle falde del Gran Sasso, sarebbe il secondo furto al mondo mirato verso uno oggetto tanto sacro e davvero così particolare. Una reliquia gemella di San Pietro della Ienca è stata sottratta, una prima volta, il 28 agosto del 2012, ma l’episodio passò sotto silenzio perché, in poche ore, la Polizia ferroviaria di Roma riuscì a recuperare la refurtiva in un canneto, vicino alla linea ferroviaria Roma-Civitavecchia, nei pressi di Cerveteri. La vicenda va ricordata se l’intenzione è di accantonare l’ipotesi del furto su commissione e si vuole credere alle confessioni dei probabili autori del furto sacrilego: un 24enne, un 25enne e un 18enne, forse tossicodipendenti, due italiani e uno di origine colombiane, adottato da una famiglia italiana.
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