L'AQUILA - Come deve essere l'università del futuro? L'Udu, l'Unione degli studenti non vuole una piccola università come sembrerebbe essere quella attuale e ne spiega le ragioni in una lunga nota con argomenti che
non appaiono del tutto convincenti. 30.000 studenti almeno- dicono- a fronte dei 25.000 attuali ma un'università massificata, all'Aquila, può diventare un ateneo di qualità? Il dibattito è aperto.
"I sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente-esordisce l'Udu-in questi giorni ha pubblicamente dichiarato che chiederà al Ministro una proroga per l’esenzione delle tasse universitarie per l’Università dell’Aquila, chiedendo, in sostanza “tempo” affinché la città possa essere complessivamente competitiva nella sua attrattività anche a tasse universitarie ordinarie. E' una ndichiarazione importante, perché evidenzia una volta di più come il destino dell’Università dell’Aquila, sia un fattore determinante, strategico, essenziale per assicurare un futuro alla città e all’intero territorio.
UNIVERSITA' DELL'AQUILA E DOCUMENTO OCSE
"Il documento OCSE riguardante le prospettive economiche e sociali dell’aquila, riporta come strategico il ruolo dell’università e in particolare l'obiettivo di una popolazione universitaria residente di 20.000 unità con conseguente “stabilizzazione demografica-occupazionale del sistema economico locale e di incremento della coesione sociale”. .Questa rappresenta la vera sfida per l’università e per la città. L’idea di università residenziale e di massa è l’idea di fondo del sistema universitario “europeo” e L’Aquila in questa fase non può non mettersi in gioco e cercare di essere un ateneo europeo.Eurostat nel 2012 rileva che la popolazione laureata in Europa è pari all 36%, questo contro il drammatico 21% dell’Italia, il tutto a fronte dell'obiettivo europeo del 40%.
RACCOGLIERE LA SFIDA
Noi siamo convinti- presegue la nota di cui riportiamo ampi stralci- che questa sfida vada raccolta e che l’ateneo dell’Aquila debba essere, in Italia e in Europa, un tassello di quel 40% .L’accordo di programma è stato un punto fondamentale della “resistenza” dell’università dell’Aquila...sullo sviluppo dell’Ateneo, sulla tassazione e sull’offerta formativa. Ma per definire questi obiettivi, il luogo principale delle decisioni sarà il Consiglio d'amministrazione dell’Università, l’Università stessa, forte della propria autonomia, non potrà dimenticare di avere una grande responsabilità nei confronti del territorio. Responsabilità che non dovrà mancare specie in questo momento.
BIOSEGNARA' FARE SCELTE IMPORTANTI
Bisognerà definire la vocazione dell’Ateneo Aquilano e del nostro territorio: si dovrà scegliere se questa città sarà o non sarà il luogo di studio e di vita di 30.000 studenti, oppure leggendola in altro modo se l’università dell’Aquila potrà essere un tassello d’Europa o uno fra tanti piccoli Atenei italiani.Su questo, come ribadito in più occasioni, siamo radicali: 30.000 studenti di cui 20.000 fuori sede residenti. Offerta formativa, libertà e possibilità d’accesso, tassazione, servizi residenziali e cittadini, dovranno rispondere a questo obiettivo.L’idea di un Ateneo piccolo non coincide con l’idea di eccellenza che da qualche anno a questa parte sembra divenuta la parola salvifica, L’Aquila necessita, e merita, molto di più di un piccolo Ateneo di provincia.

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